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Trilogy PITTIESISI dipinge l’inverno di fantasia

Trilogy PITTIESISI è un sogno che colora tutte le stagioni. Sono le quattro e mezza di un pomeriggio grigio che volge rapidamente al buio e tu hai voglia di luci, colori e musiche… voglia di calore, di vestiti leggeri e di ballare sulla spiaggia. Guardi la strada bagnata tra le gocce che rigano il vetro della finestra. Luci di macchine, riflessi bianchi e rossi, strisce lunghe e piccoli flash intermittenti. Hai voglia di cambiare tutto. Tre candele sul davanzale e guardi là fuori il mondo che si incendia di colori. I tuoi Trilogy PITTIESISI dilagano trasparenti sul vetro come acquerelli giallo-verdi-viola, macchie più intense come gocce di vernici indelebili, nuvole spray e altri segni ancora che si animano ad ogni respiro, ad ogni vibrazione si proiettano sulle facciate del palazzo di fronte, ti incorniciano il viso, sei la star magica del caleidoscopio che invade la via e scivola ovunque… Le pietre colorate dei Trilogy PITTIESISI fanno estate, allegria, amore… e dipingono l’inverno di fantasia. Fatti guardare. Sei bellissima!

Vedo già Natale dappertutto!

Qualche sera sembra già Natale!
Ci sono certe luci calde, delle atmosfere che incantano. L’autunno è iniziato da poco più di una settimana e l’aria è ancora tiepida eppure vedo già Natale dappertutto. Sono le luci. Ogni sera sembrano più calde. Riflessi gialli e aranciati colorano le vetrine del centro e mi viene voglia di stringerti vicino mentre camminiamo in mezzo alla gente che non ha nessuna voglia di andare a casa. Le vacanze, i viaggi, le spiagge, i boschi… È tutto così vicino, eppure sembrano passati mille anni. Ho già voglia di un’altra festa, di pensare solo a noi per una settimana, di dormire fino a mezzogiorno e di svegliarti all’alba per portarti via. Ho voglia di riempirti di regali, ho voglia di vederti ridere e sentirti cantare, di toglierti i vestiti e coprirti di luce. Di regalarti anelli grandi e collane lunghissime. Ho voglia di riempirti le dita con le Pietre della Terra e contare fino a un milione prima di smettere di accarezzare ogni tua piccola ruga, ogni piega, ogni morbido incavo… Quanti giorni mancano a Natale? Oggi è il 6 Ottobre e mancano 25 giorni a Novembre, altri 30 a Dicembre e poi ancora 25. Mancano solo 80 giorni a Natale!
Che colore preferisci?

Quel che resta della notte.

L’ultima collana che ti ho regalato si chiama Chaîns d’amour… Quando l’ho detto ti sei messa a ridere. Gioielli da schiava! Catene lunghe dalle maglie irregolari e bracciali rigidi come manette che fai suonare divertita. Legami dai! E congiungi le mani, mi mostri i polsi, le dita dai grandi anelli, la pelle ambrata segnata dai riflessi d’oro. Ti rannicchi e mi sembra così facile prenderti e racchiuderti in una stretta fintamente brutale. Sei senza scampo! Ridi ancora più forte, ansimi e, colpo di scena, ti giri e mi fai prigioniero. Che orecchini bellissimi! 
Chaîns d’amour… percorro piano con la punta delle dita i segni leggeri sulla tua pelle. Fingi di scappare, ti fermi e… sei bellissima vestita solo dai riflessi di luna delle collane lunghe, e dai cerchi di luce dei bracciali che ti disegnano le mani. Avvicini le dita alle labbra, fai Sssssh! Le scie sinuose degli anelli grandi e morbidi illuminano quel che resta della notte.

La mamma è bella come un fiore

La mamma è bella come un fiore, come tanti fiori, ha gli occhi come stelle e un cuore grande più della luna. La mamma meriterebbe una festa ogni giorno ma è già una bellissima cosa che almeno una volta l’anno si pensi tutti un po’ a lei, alla mamma. Le si porti un fiore, tante stelle e le si dica con il cuore che le apparteniamo e che vorremmo regalarle la luna… ma anche le stelle, e tanti fiori e che se vuole potrà tenersi per sempre anche il nostro cuore.

Cuore, fiore, amore

Cuore fa rima con amore, cuore matto… Si infila dappertutto, canzoni e film, riempie instagram, 
Dammi tre parole / Sole, cuore, amore / Dammi un bacio che non fa parlare / È l’amore che ti vuole… Il cuore è una metafora è metà della vita, è metà di tutto, è una meta… È quasi impossibile leggere tutte le scemenze scritte sul cuore senza che qualcuna ci colpisca al cuore e ci faccia sobbalzare come un’extrasistole alla fine di una corsa. Qualcuno aveva pensato a una cura per pagine scritte da cane, diceva, bisognerebbe abolire l’amore dalle poesie, dalle canzoni, si eviterebbero metafore sciocche. E se invece mettessimo il cuore dappertutto? Come orecchini per sentire meglio l’amore, appeso al collo, sul seno, perchè batta in simbiosi. Alle dita come protesi da carezze. Piccoli, grandi cuori d’argento, tanti cuori per fare rima con amori, fiori…
Smettete di ridere
che San Valentino arriva!!!

Tutti i colori di San Valentino

Mancano già meno di mille baci a San Valentino e siamo ancora qui che non sappiamo un sacco di cose. Per esempio, quali sono i colori dell’amore?
Fucsia cos’è?
Boh!
Rosso è amore?
Dicono!
Dicono? Almeno un punto fermo per favore!
E giallo?
Gelosia! 
Ma anche no! Perchè mai? Il colore del sole!
Il viola?
Sesso!
Sì, almeno su questo non ci piove.
Azzurro?
Calma, tranquillità, silenzio, profonda soddisfazione. 
Giustamente viene dopo il viola! 🙂
Regaliamo i colori che piacciono al nostro partner, quelli che si adattano di più ai suoi colori, alla sua pelle, ai suoi capelli, ai suoi occhi, ai colori che ama indossare.
I gioielli Rainbow di Pittiesisi, anelli, orecchini e pendenti in dimensioni diverse con quarzo azzurro, viola, fumè, verde e cognac.
Bellissimi!
Ricordando che se San Valentino è la festa degli innamorati, tutti gli altri giorni dell’anno sono perfetti per gesti d’amore da ripetere all’infinito e tante piccole sorprese.

Gli innamorati

L’amore è banale come una poesia sentita mille volte, come una canzone che fa sempre rima con cuore, come tutti i regali stupidi da innamorati, come i mille cuori che prendono forma ovunque, incisi, disegnati, respirati o solo pensati. Cuori di ragazzi e di giovani vecchi che si stringono ancora le mani. Baci, carezze, sussulti che non aspettano San Valentino, che hanno fretta di labbra, di occhi, di pelle e di sogni resi veri tutti i giorni con mille regali leggeri, cuori e stelle, pensieri, giochi, simboli incisi sulle braccia, sulle mani che cercano il calore morbido delle solite parole…

Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s’aiment
Ne sont là pour personne
Et c’est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage leur mépris leurs rires et leur envie
Les enfants qui s’aiment ne sont là pour personne
Ils sont alleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l’éblouissante clarté de leur premier amour.

Jacques Prevert

Lettera di Natale

La mia lettera di Natale? Ricordi di bambina… Attesa, sorpresa, emozione, forme colorate, rigorose scatole nere, rosse, bianche, nuance cipria e stelle…  nastri lucidi, profumi di legno e di neve, luci tenui di candele sfarfallanti, fuochi, ologrammi e lame laser… Non dovevamo regalarci niente? Solo un pensiero dicevi tenendomi così stretta da farmi male. Ti scrivo anche quest’anno la mia lettera di Natale! Un pensiero per l’anno nuovo… ed è già San Valentino, il mio compleanno, estate… Solo un pensiero! Il rainbow dell’anno scorso era più bello di quello che mi hai regalo per il nostro primo Natale insieme. Quanti anni sono passati? Ti ricordi come ho fatto la matta?! Quanti colori abbiamo cambiato?! Poi ho voluto tutta la collezione! Quest’anno solo un pensiero… come ogni anno. Un pensiero per ogni carezza, per ogni bacio, per tutti i tuoi silenzi e le mie risate, per ogni attimo proibito, per le nostre mani… Solo un pensiero a Natale e poi… tu lo sai…

A Venezia ogni regalo diventa un ricordo

A Venezia ogni emozione è più forte, tutti i sorrisi sono grandi come il cielo sopra la laguna. Risate, sguardi, pensieri, carezze, baci… persino le tue smorfie, i tuoi giochi lasciano segni sulla pelle, indelebili, preziosi tattoo, gioielli che i tuoi gesti confondono con i riflessi dell’acqua. Gli anelli diventano cerchi di luce, vetrate gotiche le pietre lucide, onde lunghe copiano le curve su cui giocano le tue collane, le stesse disegnate dai capelli che celano e mostrano bagliori da orecchini fortunati… così vicini da soffiarti tutte le storie dei viaggiatori sospesi nella luce dorata della città. Venezia trasforma le emozioni nella sua luce unica… la malinconia sfuma già dietro i finestrini bagnati del treno alla fine del ponte della libertà…

Della stessa essenza dei sogni

Ha ragione Shakespeare quando dice che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni altrimenti non faremmo gioielli. Viviamo delle magie della luce, dei riflessi della luna sull’acqua, delle corse su un prato, del sole d’inverno, delle nuvole… altrimenti non faremmo gioielli. Gioielli fatti di preziose lavorazioni manuali e di follia, di scarabocchi graffiati di notte su fogli volanti che diventano leggeri volumi d’argento dalle superfici scratch. Ci emozioniamo per nulla, una carezza, un bacio, lo sfiorarsi di una mano, un goal fatto per caso, Alice che se ne va e non torna più. Gioielli che accarezzano la pelle nuda come uno sguardo e ci fanno sentire belle come nei sogni. Gioielli sognati e regalati davvero. Forme morbide e liscie come le curve dei miei pensieri segreti. Orecchini leggeri come i tuoi no, come i bracciali con cui nessuno ti ha mai legata. Ti muovi appena, ti giri e resto immobile in attesa di sentire ancora il tuo sonno. Non hai tolto neanche la collana lunga che ti segna tra i seni. Quando ridi e ti muovi di scatto sono lampi di luce, tintinnii leggeri, come stessi sempre giocando, come in un ballo. Amo i tuoi tanti anelli e le tue dita, quando fai così con l’indice e sembri la mia prof con gli occhiali, poi scuoti sempre la mano come a dire… Ma va là! Mentre dormi ancora con tutti i gioielli addosso penso ai giorni dei regali, compleanni, liti e paci, cose prese solo per vedere i tuoi occhi diventare un po’ più grandi, per sentirti stracciare la carta come una bambina che se ne frega del pacchettino fantastico.
Chissà cosa sogni.