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Tutti i colori di San Valentino

Mancano già meno di mille baci a San Valentino e siamo ancora qui che non sappiamo un sacco di cose. Per esempio, quali sono i colori dell’amore?
Fucsia cos’è?
Boh!
Rosso è amore?
Dicono!
Dicono? Almeno un punto fermo per favore!
E giallo?
Gelosia! 
Ma anche no! Perchè mai? Il colore del sole!
Il viola?
Sesso!
Sì, almeno su questo non ci piove.
Azzurro?
Calma, tranquillità, silenzio, profonda soddisfazione. 
Giustamente viene dopo il viola! 🙂
Regaliamo i colori che piacciono al nostro partner, quelli che si adattano di più ai suoi colori, alla sua pelle, ai suoi capelli, ai suoi occhi, ai colori che ama indossare.
I gioielli Rainbow di Pittiesisi, anelli, orecchini e pendenti in dimensioni diverse con quarzo azzurro, viola, fumè, verde e cognac.
Bellissimi!
Ricordando che se San Valentino è la festa degli innamorati, tutti gli altri giorni dell’anno sono perfetti per gesti d’amore da ripetere all’infinito e tante piccole sorprese.

Gli innamorati

L’amore è banale come una poesia sentita mille volte, come una canzone che fa sempre rima con cuore, come tutti i regali stupidi da innamorati, come i mille cuori che prendono forma ovunque, incisi, disegnati, respirati o solo pensati. Cuori di ragazzi e di giovani vecchi che si stringono ancora le mani. Baci, carezze, sussulti che non aspettano San Valentino, che hanno fretta di labbra, di occhi, di pelle e di sogni resi veri tutti i giorni con mille regali leggeri, cuori e stelle, pensieri, giochi, simboli incisi sulle braccia, sulle mani che cercano il calore morbido delle solite parole…

Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout
Contre les portes de la nuit
Et les passants qui passent les désignent du doigt
Mais les enfants qui s’aiment
Ne sont là pour personne
Et c’est seulement leur ombre
Qui tremble dans la nuit
Excitant la rage des passants
Leur rage leur mépris leurs rires et leur envie
Les enfants qui s’aiment ne sont là pour personne
Ils sont alleurs bien plus loin que la nuit
Bien plus haut que le jour
Dans l’éblouissante clarté de leur premier amour.

Jacques Prevert

Lettera di Natale

La mia lettera di Natale? Ricordi di bambina… Attesa, sorpresa, emozione, forme colorate, rigorose scatole nere, rosse, bianche, nuance cipria e stelle…  nastri lucidi, profumi di legno e di neve, luci tenui di candele sfarfallanti, fuochi, ologrammi e lame laser… Non dovevamo regalarci niente? Solo un pensiero dicevi tenendomi così stretta da farmi male. Ti scrivo anche quest’anno la mia lettera di Natale! Un pensiero per l’anno nuovo… ed è già San Valentino, il mio compleanno, estate… Solo un pensiero! Il rainbow dell’anno scorso era più bello di quello che mi hai regalo per il nostro primo Natale insieme. Quanti anni sono passati? Ti ricordi come ho fatto la matta?! Quanti colori abbiamo cambiato?! Poi ho voluto tutta la collezione! Quest’anno solo un pensiero… come ogni anno. Un pensiero per ogni carezza, per ogni bacio, per tutti i tuoi silenzi e le mie risate, per ogni attimo proibito, per le nostre mani… Solo un pensiero a Natale e poi… tu lo sai…

A Venezia ogni regalo diventa un ricordo

A Venezia ogni emozione è più forte, tutti i sorrisi sono grandi come il cielo sopra la laguna. Risate, sguardi, pensieri, carezze, baci… persino le tue smorfie, i tuoi giochi lasciano segni sulla pelle, indelebili, preziosi tattoo, gioielli che i tuoi gesti confondono con i riflessi dell’acqua. Gli anelli diventano cerchi di luce, vetrate gotiche le pietre lucide, onde lunghe copiano le curve su cui giocano le tue collane, le stesse disegnate dai capelli che celano e mostrano bagliori da orecchini fortunati… così vicini da soffiarti tutte le storie dei viaggiatori sospesi nella luce dorata della città. Venezia trasforma le emozioni nella sua luce unica… la malinconia sfuma già dietro i finestrini bagnati del treno alla fine del ponte della libertà…

Della stessa essenza dei sogni

Ha ragione Shakespeare quando dice che siamo fatti della stessa sostanza dei sogni altrimenti non faremmo gioielli. Viviamo delle magie della luce, dei riflessi della luna sull’acqua, delle corse su un prato, del sole d’inverno, delle nuvole… altrimenti non faremmo gioielli. Gioielli fatti di preziose lavorazioni manuali e di follia, di scarabocchi graffiati di notte su fogli volanti che diventano leggeri volumi d’argento dalle superfici scratch. Ci emozioniamo per nulla, una carezza, un bacio, lo sfiorarsi di una mano, un goal fatto per caso, Alice che se ne va e non torna più. Gioielli che accarezzano la pelle nuda come uno sguardo e ci fanno sentire belle come nei sogni. Gioielli sognati e regalati davvero. Forme morbide e liscie come le curve dei miei pensieri segreti. Orecchini leggeri come i tuoi no, come i bracciali con cui nessuno ti ha mai legata. Ti muovi appena, ti giri e resto immobile in attesa di sentire ancora il tuo sonno. Non hai tolto neanche la collana lunga che ti segna tra i seni. Quando ridi e ti muovi di scatto sono lampi di luce, tintinnii leggeri, come stessi sempre giocando, come in un ballo. Amo i tuoi tanti anelli e le tue dita, quando fai così con l’indice e sembri la mia prof con gli occhiali, poi scuoti sempre la mano come a dire… Ma va là! Mentre dormi ancora con tutti i gioielli addosso penso ai giorni dei regali, compleanni, liti e paci, cose prese solo per vedere i tuoi occhi diventare un po’ più grandi, per sentirti stracciare la carta come una bambina che se ne frega del pacchettino fantastico.
Chissà cosa sogni.