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Lettera di Natale

La mia lettera di Natale? Ricordi di bambina… Attesa, sorpresa, emozione, forme colorate, rigorose scatole nere, rosse, bianche, nuance cipria e stelle…  nastri lucidi, profumi di legno e di neve, luci tenui di candele sfarfallanti, fuochi, ologrammi e lame laser… Non dovevamo regalarci niente? Solo un pensiero dicevi tenendomi così stretta da farmi male. Ti scrivo anche quest’anno la mia lettera di Natale! Un pensiero per l’anno nuovo… ed è già San Valentino, il mio compleanno, estate… Solo un pensiero! Il rainbow dell’anno scorso era più bello di quello che mi hai regalo per il nostro primo Natale insieme. Quanti anni sono passati? Ti ricordi come ho fatto la matta?! Quanti colori abbiamo cambiato?! Poi ho voluto tutta la collezione! Quest’anno solo un pensiero… come ogni anno. Un pensiero per ogni carezza, per ogni bacio, per tutti i tuoi silenzi e le mie risate, per ogni attimo proibito, per le nostre mani… Solo un pensiero a Natale e poi… tu lo sai…

Una bellezza classica

Adornarsi, caratterizzare la propria immagine, mandare segnali con il corpo è il modo più diretto di comunicare. Abiti, tattoo, acconciature, accessori, gioielli sono strumenti di scrittura come le parole, gli sguardi, i sorrisi.
Lei indossava una magia dorata su cui si specchiavano sguardi adoranti, luci, ombre improvvise, flash… Orecchini, anelli e pendenti dalle geometrie classiche e forti allo stesso tempo, quasi trasgressive. Perfetta, bellissima con niente, faceva pensare alla bellezza delle fornarine, delle gioconde, delle donne velate dipinte cinquecento anni prima. Vestita di semplicità e di fantasia si muoveva come un’onda di luce trasparente e colorata…

Lui l’aspettava…


Lei era arrivata tardi, stanca, disegnata solo dalle luci vive dei suoi gioielli, trafelata come vento da una finestra chiusa male. Si era addormentata subito, vestiti e gioielli ancora addosso. Rannicchiata nel sonno, le grandi maglie della lunghissima collana sfioravano le ginocchia. Era tutto così strano. Nell’abbandono totale quei segni d’argento evocavano Klimt, l’eros e la seduzione di una nudità attesa. La mano abbandonata sul cuscino, i grandi anelli dalle forme morbide tra gli abissi scuri dei capelli, gli orecchini lunghi, grandi e leggeri fino alla gola cambiavano riflesso ad ogni battito. La conosceva a memoria ma non si stancava mai di guardarla dormire. Accarezzava i suoi gioielli tutte le notti fino all’alba quando il sogno spariva dopo la magia del suo primo sorriso. 

Le mani delle donne

le mani delle donne sono mani da anelli grandi appoggiate tra la fronte e gli zigomi come a difendersi da lampi improvvisi, a nasconderci pensieri e segni sottili. Anelli luccicosi e graffiati, scudi d’oro, giochi, impalpabili seduzioni. Lunghe dita sottili, unghie da bambina e anelli colorati disegnano l’aria veloci come rondini. Mani da morbide carezze e aperitivi colorati, appena appoggiate al volante in notturne guide spericolate, segnali semaforici scritti da riflessi d’argento. Maliziose mani di voile dai piccoli anelli leggeri, trame di desideri accarezzati e taciuti in infinite carezze tra la gola e le caviglie. Mani da ridere, dita da segnacci irriverenti, da anelli strani, pietre arancio e vaffa… Mani da lacrime sui dorsi macchiati dal mascara, ricci neri fatti, rifatti e strafatti da dita e anelli annegate nel profumo dei capelli. Mani nervose da smartphone stupidi tra pollici veloci e T9. Anelli di parole, messaggi sbagliati, anelli da fracassare schermi e farci arcobaleni. Mani da spettinare zazzere e lentiggini di figli. Mani da bimbi da cambiare. Mani da magie affondate in grandi borse misteriose. Anelli e amore, anelli, anelli, anelli e pensieri, giochi, emozioni… Le mani delle donne disegnano la vita di luce.

Orecchini, orecchini, orecchini…

Capelli scompigliano il vento, orecchini sottili riflettono la tua luce. Raccogli la magia di seta in un segnale d’amore e li fermi con un gioco di prestigio. Orecchini disegnano linee curve sul tuo collo finalmente nudo. Riflessi sulle clavicole e sulla gola… orecchini, orecchini, orecchini spaiati che porti distratta come carezze scivolate sul naso, tra […]